Chi conosce PagoPA? episodio 2

Dopo un po’ di tempo sono di nuovo qui a scrivervi di PagoPA. Sono sempre di più le pubbliche amministrazioni che permettono di pagare con PagoPA e di solito evidenziano questo utilizzando il logo PagoPA. Ma se avete ricevuto un avviso e volete pagarlo dal sito della pubblica amministrazione come si fa? questo è di solito scritto nell’avviso quindi provate a leggere bene la parte superiore dell’avviso.

Se decidiamo di pagare dal sito della PA ci viene chiesto o il codice dell’avviso oppure ci viene permesso di entrare nel sito con SPID e lí troviamo il nostro “estratto conto”.

Usiamo come esempio PiemontePAY (https://pay.sistemapiemonte.it/epayweb/): se il vostro comune ha aderito a PiemontePAY lo avrà indicato nell’avviso, andando sulla pagina di PiemontePAY voi potrete pagare o scegliendo Accesso libero e poi digitando il codice dell’avviso oppure scegliendo Login e accedendo con SPID troverete l’estratto conto da dove potrete procedere per pagare.

Pagina iniziale PiemontePAY
Pagina dopo selezione Accesso libero
Schermata PiemontePAY dopo selezione Login e accesso con SPID

Con l’accesso libero si possono fare anche dei pagamenti spontanei (quindi quelli per i quali non abbiamo ricevuto l’avviso), mi raccomando sempre che il nostro comune abbia aderito a PiemontePAY e vi abbia detto che questo è possibile :). Per scoprire se il vostro comune ha aderito basta scegliere Paga con PiemontePAY in una delle due pagine precedenti.

Pagamento spontaneo su PiemontePAY

Nel caso del pagamento spontaneo ci vengono richiesti i Riferimenti (Passo 1) ed i Dati personali (Passo 2), se utilizziamo lo IUV veniamo proiettati direttamente al passo 3 Riepilogo. Io per fare un esempio ho simulato un pagamento per il Comune di Biella.

Dopo il passo 3 si viene inviati su una pagina web che è sempre uguale in tutta Italia e ci viene chiesto se vogliamo entrare con SPID oppure con la mail, entrando con la mail appare questa videata:

Accettando le regole per la privacy continuiamo e ci troviamo poi su questa pagina:

Se scegliamo Carta di credito/debito e digitiamo il numero della nostra carta di credito sarà il sistema a proporci l’alternativa più conveniente in termini di condizioni e ci verrà chiesto se vogliamo salvare questa preferenza per le volte successive.

Se scegliamo Conto corrente faremo un bonifico on line per i quale troveremo tutti i campi compilati e che dovremo solo confermare il che è molto comodo non è detto che troveremo la nostra banca perché non tutte le banche lo permettono… 😦 Se ci piace avere il bonifico online per i pagamenti con PagoPA quindi dovremo cambiare banca… 😉

Se scegliamo Altri metodi di pagamento troviamo due cose interessanti:

Selezione Altri metodi di pagamento

Satispay ci permette di pagare senza commissioni, si sceglie Satispay, poi si apre l’app sul telefono e si conferma l’operazione ed in pochi secondi abbiamo fatto.

Se invece abbiamo una carta Bancomat possiamo chiedere alla nostra banca di abilitarci a Bancomat PAY (ci chiederanno un numero di telefono dal quale confermare la transazione) una volta che saremo abilitati potremo usare il Bancomat e cosi non abbiamo bisogno né della carta di credito né di Satispay o PayPal.

Una volta completato il pagamento sull’indirizzo mail indicato arriverà la Ricevuta Telematica che dovremo conservare.

Se interrompiamo il pagamento ci arriverà comunque una Ricevuta Telematica ma con esito negativo.

Spero che questo piccolo excursus sia stato utile. Se vi va potete anche guardare il video ufficiale su https://www.pagopa.gov.it. E se avete domande o dubbi commentate pure! A presto!

Pillole di Legge di bilancio 1

In questi giorni sentiamo molto parlare della legge di bilancio, o, più correttamente, del Documento Programmatico di Bilancio ed il relativo decreto fiscale che è in preparazione.

Al solito la coperta è corta: chi non ha sentito parlare della clausola di salvaguardia? in pratica, negli anni scorsi per coprire le previsioni di spesa crescenti (tra gli esempi più recenti reddito di cittadinanza e quota 100) e le riduzioni di tassazione in alcuni contesti (ad es. l’estensione della flat tax per le partite IVA ai redditi fino a 65.000 euro) era stato previsto un forte aumento dell’IVA per il 2020 e successivi. Per il 2020 le maggiori aliquote IVA avrebbero dovuto portare circa 23 miliardi di euro, ma la pur ampia disponibilità negoziata con la Commissione UE di un maggior deficit di circa 15 miliardi rispetto a quanto previsto dalle regole comunitarie non era sufficiente a coprire questa cifra e quindi per non far aumentare l’IVA ci si è dovuti far venire qualche altra idea soprattutto in tema di lotta all’evasione da cui ci si aspettano più di 7 miliardi di maggior entrate.

Premesso che chi chiede di abbassare le tasse dovrebbe dire dove taglierebbe la spesa pubblica e chi chiede di aumentare le spese per una data finalità dovrebbe sempre dire dove taglierebbe la spesa in alternativa o quali entrate andrebbe ad aumentare per compensare la maggior spesa e che in Italia piace polemizzare sul nulla passeremo a fare qualche riflessione su alcuni dei temi “caldi” del momento cosi che ognuno riesca a farsi, spero, un’opinione più ragionata…

Partiamo dalla lotta all’evasione condotta a mezzo della lotta al contante.

Ci sono molte polemiche sul fatto che si voglia passare a sanzionare la mancata messa a disposizione del POS e diminuire il tetto ai pagamenti in contante ma ci sono alcuni aspetti che mi sembra importante evidenziare.

Il contante sembra senza costi ma gestire il contante è costoso per le banche (e quindi per il sistema) perché le banche per metterlo a disposizione sopportano costi e li ribaltano sulle tariffe dei servizi che tutti paghiamo. Certo le banche potrebbero in uno slancio di entusiasmo abbassare subito le commissioni per il pagamento con bancomat (più precisamente pagamento con carte di debito o prepagate) e carta di credito per favorire la riduzione dell’uso del contante, solo che se poi l’uso del contanti finisse per non diminuire le banche si troverebbero con meno ricavi e costi di gestione del contante immutati: tutti siamo bravi a fare i coraggiosi con le scelte altrui ma proviamo a metterci nei panni di chi, dovendo garantire redditività agli azionisti (ai proprietari quindi) debba prendere una decisione del genere… Non voglio difendere le banche solo provare ad arricchire il punto di vista di chi legge: nella vita incentivi e disincentivi indirizzano le nostre decisioni, bisogna sempre chiederci come bilanciarli a livello di sistema paese e come agiremmo noi se fossimo dall’altra parte…

Il contante però è costoso da gestire anche per chi lo incassa perché qualcuno dovrà pur contarlo e andarlo a depositare, per non dire dei costi di custodia che il denaro comporta, costi di frodi per le banconote false ricevute, rischi per le rapine etc… Allora quando vedo che i commercianti e i professionisti si oppongono alla diffusione dei pagamenti elettronici mi chiedo: hanno davvero valutato bene il loro costo della gestione del contante? e se sí, non è allora che si oppongono ai pagamenti elettronici perché usare il contante favorisce il nero? del resto è una semplice constatazione, mica serve pensar male… Certo, certo, ci sono categorie che hanno margini risicatissimi e quindi anche un piccolo costo dello 0,2% dell’incasso sarebbe molto gravoso ma davvero quel costo sarebbe superiore ai costi della gestione del contante? non sono del tutto convinto… Eppoi la critica sui micro-pagamenti: posso mai far pagare un caffè con la carta di credito? penso che sia ormai fatto notorio che sono presenti prestatori di servizi di pagamento che non prendono commissioni sotto i 10 euro senza costi fissi e che esistono pos senza costi fissi con commissioni sotto l’1,5%, significa su un caffè una commissione di un centesimo e mezzo. Quali sono quindi le motivazioni vere per un’opposizione tanto forte all’uso di strumenti di pagamento elettronico?

Veniamo a chi effettua pagamenti: posto che stiamo parlando di favorire l’uso degli strumenti di pagamento elettronico e che ognuno rimane libero di ricorrere al contante o meno (nei limiti che la legge impone per finalità di sistema), molti non si rendono conto che già oggi esiste una “tassa” sul contante perché banche o assimilati (Poste) non permettono sempre di prelevare in modo gratuito e quindi se per prelevare 200 euro ne paghiamo 1 di commissioni non abbiamo pagato lo 0,5% di commissioni: chi ce lo fa fare dato che se paghiamo con carta (di debito, di credito o prepagata) o con alcune app non paghiamo alcunché? quali sono gli incentivi ed i disincentivi che stanno agendo su questa scelta?

La mia riflessione è che, al di là di una crescita culturale che ci porti a fare maggior attenzione ai costi dei nostri comportamenti quotidiani (ad esempio fare ore di code in autostrada per non perdere 15 minuti per chiedere il Telepass ed altri 15 minuti per installare la relativa app), penso che il secondo ed il terzo aspetto siano molto legati: chiedo di pagare in contanti perché ho ricevuto contanti a mia volta, come commerciante, professionista o dipendente e questo giro, di solito, ha implicato nero; chiedo ai miei clienti di pagare in contanti per poter pagare fornitori e dipendenti in contanti e questo giro, di solito, implica nero; chiedo ai miei clienti di pagare in contanti perché cosí mi è più semplice occultare redditi. Non ci giro tanto intorno. Guardo quello che ho intorno, mi interrogo da economista su incentivi e disincentivi e sui comportamenti e mi sono fatto un’opinione, qual è la vostra?

Alla prossima pillola per parlare degli strumenti di lotta al nero: lotteria degli scontrini, payback sui pagamenti elettronici, fatturazione elettronica per i forfetari e altro…

Alcune idee (stupide) di questi giorni

Mi piacerebbe che qualcuno del Governo leggesse questo post ma non succederà… lo scrivo lo stesso per dare qualche informazione…

Comunque:

Non è pensabile imporre ai prestatori di servizi di pagamenti commissioni zero sui pagamenti con carta di debito o credito: si lasci lavorare il mercato…

Non è vero che avere un POS è un costo enorme, ci sono soluzioni economiche senza costi fissi e ci sono prestatori di servizi di pagamento che offrono servizi economici (Satispay sotto i 10 euro non fa pagare commissioni all’esercente, sopra i 10 euro addebita 20 centesimi) 

Mi sembra una boutade la restituzione del 2% su quanto pagato con carta di credito o debito: ci credo poco, vedremo…

Non mi scandalizza l’idea di imporre una tassa sui prelievi da bancomat oltre una certa cifra (1.000/1.500 euro) piuttosto mi chiedo se serva…

Da ultimo: se appare sensato avere un unico documento elettronico per carta d’identità e tessera sanitaria davvero non c’è bisogno di avere assieme uno strumento di pagamento. Sono cose diverse e fare accrocchi del genere danneggia il mercato (vedi sopra)